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CONVENTO
SANTA MARIA DELLE GRAZIE
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| Il "luogo minoritico", come amava definirlo S.Francesco, è in generale un edificio di modeste dimensioni disposto in quattro ali raccolte attorno ad un chiostro. A differenza dei Conventi benedettini,che sono delle vere e proprie città in miniatura autosufficienti, la famiglia francescana del luogo non opera isolata nel suo Convento ma è una piccola cellula che unita alle altre cellule forma la grande famiglia francescana. Per risalire all'origine della Chiesa di S.Rocco (ora S.Maria delle Grazie) il documento più rilevante è una bolla del 1557 compresa nel Regestum omnium Bullarum Archipraesulum Brundusinorum (1513-1677) in cui si parla di un "beneficio" sotto il titolo di S.Rocco concesso dall'arcivescovo di Brindisi-Oria al sacerdote leveranese D.Antonio Petrelli. La bolla precisa che il "beneficio" di S.Rocco è ubdicato fuori le mura di Leverano e non è una nuova costruzione. Ciò fa supporre l'esistenza della Chiesa ancor prima del 1557. | ||
| La Chiesa presenta recenti soprastrutture barocche che poggiano su una preesistente linea tardoromanica ben visibile nella facciata monocuspide segnata da due paraste d'angolo e dalla lunetta semicoperta dal portale barocco. L'interno è caratterizzato da un'ampia navata unica con copertura lignea a capriate, da un arco di trionfo che si apre sul presbitero, da monofore vetrate laterali. Il tempio di S.Rocco a Leverano si inserì nella costellazione di santuari che punteggiavano la Terra d'Otranto, i quali, collegati mediante una rudimentale rete viaria, costituirono non solo luoghi di richiamo per devoti pellegrini ma spesso anche punti di riferimento per fiere e mercati, attorno a cui si svilupparono l'artigianato ed il modesto commercio salentini. Il Convento e la Chiesa rivestono notevole interesse storico-artistico quale esempio di architettura religiosa cinquecentesca in Leverano. A questa Chiesa appartengono il Terz'Ordine Francescano Secolare e la Confraternita dell'Immacolata fondata agli inizi del 1600. Il Convento annesso alla Chiesa, è stato intitolato a S.Maria delle Grazie ed è del secolo XVI. Questa differente dicitura ha creato nel corso dei secoli qualche difficoltà a denominare la Chiesa S.Maria delle Grazie ed il Convento S.Rocco. Storicamente non fu il titolo di S.Rocco che si sovrappose a quello di S.Maria delle Grazie ma fu la denominazione di S.Rocco che, da una denominazione circoscritta alla sola Chiesa, si estese in seguito anche al Convento.Ciò anche perché la venerazione per il Santo francescano si propagò in tutta la Terra d'Otranto e Leverano e Veglie furono tra i primi centri che ne accolsero il culto. Oggi tutto il complesso è ufficialmente denominato Chiesa e Convento di S.Maria delle Grazie. Interessantissimo è il chiostro sulle cui volte si possono notare settecenteschi affreschi di santi e scene sacre purtroppo tuttora in forte degrado. | ||
| Flagellato dalle tempeste della storia ed in parte logorato dal tempo,il chiostro si erge maestoso a destra della Chiesa con la sua sequenza di ventiquattro ogive ritmate sulle colonne poligonali e sormontate da capitelli semplicissimi. Particolare attenzione meritano i due lati interni del chiostro, di cui uno è addossato alla Chiesa mentre l'altro fiancheggia via Leuca.Gli archetti a tutto sesto poggiati su muri portanti con molta probabilità dovevano preesistere alla fondazione del Convento ( il quale ha linee tardo-gotiche) e potrebbero essere i resti rivelatori di un antichissimo porticato contiguo alla Chiesa che aveva la funzione di riparare i pellegrini che frequentavano i santuari(un simile esempio è S.Maria di Cerrate a Squinzano). L'architetto utilizzò al massimo le due preesistenti ali del porticato che riadattò ed inserì nel contesto del nuovo chiostro. Sicuramente, attraverso i secoli, l'edificio dovette subire rilevanti ristrutturazioni come dimostrano le anomalie degli ambulacri dell'ordine elevato e le differenziate stratificazioni esterne dell'intonaco. Durante il settecento i frati leveranesi, su iniziativa di P.Ludovico da Nardò, in parte rinnovarono la facciata della Chiesa conferendole il caratteristico fasto barocco ancora oggi visibile.Per perennare il ricordo di questi lavori sul portale si può leggerene l'epigrafe. Nel periodo della restaurazione borbonica il Convento fu adibito a studio teologico e non mancano fervidi esempi, in tutto il Risorgimento, della rilevanza intellettuale e morale di alcuni francescani che dimoravano nel Convento. In particolare si ricorda la figura di P. Pasquale Cassano che seppe coniugare l'ideale francescano con l'interesse per le scienze teologiche ed il sentimento patriottico impegnandosi nella diffusione delle idee costituzionali ed unitarie. | ||
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Lo storico salentino Pietro Palombo, occupandosi della Carboneria in Terra d'Otranto, pone in risalto che a Leverano elementi del clero, delle classi colte e del proletariato avevano accettato le idee carbonare fondando il sodalizio "Figli di Sofia": una istituzione, con finalità patriottiche. Purtroppo, nonostante la partecipazione politica di numerosi frati, come tutti i Convento della penisola, anche quello di S.Rocco fu travolto dalla soppressione generale delle case religiose. Il governo italiano cacciò i Frati Minori fin dal 1864 e nel 1866 il Convento fu definitivamente abbandonato.Solo la Chiesa rimase aperta gestita dalla Confraternita dell'Immacolata e da pochi frati di Leverano che dimorarono in camerette del Convento fino al loro decesso. L'Amministrazione Comunale richiamò e riconsegnò ai Frati Minori il Convento nel 1935. Inizia così un nuovo capitolo di una storia modesta, semplice eppure così intensa che dal Poverello d'Assisi rimane viva e concreta fino ai nostri giorni. Mariangela Pampo Bibliografia: raccolta di scritti "Leverano e il Convento S.Maria delle Grazie" a cura dell' Amm.Comunale di Leverano - 1984 |
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