| Aeroporto di Leverano 1943-1945 Parlare di guerra 56 anni dopo la sua conclusione, sembra quasi fuori tempo e luogo. Chi realmente l'ha vissuta, condividendone ricordi, rischi, paure, drammi, e anche atti eroici, oggi conserva gelosamente i ricordi di quegli anni, sapendo che le nuove generazioni difficilmente potrebbero capire. Ora però si presenta quest'occasione per poter parlare di una realtà poco conosciuta e che invece merita attenzione e approfondimento storico da parte di tutti: in un giorno anniversario drammatico per questa città che l'ha direttamente e tragicamente coinvolta nella macrostoria nazionale, sottraendola alla microstoria della sua comunità. Stiamo parlando dell'Aeroporto di Leverano: una realtà oggi quasi dimenticata, che 60 anni fa ha attraversato il suo momento di gloria per una serie di concause storiche che hanno eletto alcuni dei centri del Sud come momento riorganizzativo delle istituzioni e del nuovo Stato che stava per nascere sulle ceneri del vecchio. Dal '43 al '45 la riscossa del nuovo Stato partì proprio da questi centri: noi siamo qui a ricordarne i momenti salienti. Il giorno successivo all'armistizio con gli Alleati (8 settembre '43), il trasferimento del re in Puglia (più esattamente a Brindisi) -regione lasciata libera dai tedeschi e non ancora occupata dagli inglesi- aveva comportato anche l'accentramento di un Governo e di uno Stato Maggiore provvisori tra Bari e Brindisi, Lecce e Taranto furono gli altri due lati di questo quadrangolo del Re', nell'unica regione che, forse proprio a causa di questa presenza, ebbe piena autonomia rispetto al governo alleato (AMGOT). Gazzetta del Mezzogiorno e Radio Bari furono i mezzi di comunicazione che permisero di pubblicizzare eventi e direttive di questo nuovo corso storico (anche con volantinaggi aerei nell'Italia del Nord). Ma poiché qui parliamo dell'Arma Aeronautica, dobbiamo subito dire che Brindisi fu la prima sede provvisoria degli enti aeronautici nonché dell'Accademia aeronautica, successivamente spostata a Nisida. Bari, oltre che sede del Governo fu sede del primo embrione dei Ministero dell'Aeronautica. Quest'ultimo, strutturato con uno Stato Maggiore alle cui dipendenze agiva l'Unità Aerea, Comando Operativo. L'Unità Aerea, varata il 15/10/1943 si articolava in tre Raggruppamenti di specialità, sul modello della RAF inglese: - raggruppamento CACCIA - raggruppamento BOMBARDAMENTO E TRASPORTI - raggruppamento IDROVOLANTI i tre raggruppamenti, inquadrati nella BALKAN AIR FORCE degli Alleati, operarono per oltre un anno sul fronte balcanico. I gruppi Caccia e Bombardamento ebbero sede a Galatina, il terzo a Taranto. LEVERANO, già sede di stormo da Bombardamento e Trasporti, divenne sede del Gruppo Caccia nell'agosto '44 per essere poi abbandonato per allagamento nell'ottobre successivo in favore dell'aeroporto di Galatina. Inoltre, questi due gruppi ebbero ciascuno una propria scuola di volo. La scuola Caccia fu costituita il 15/0911944 ed ebbe la sua prima sede nell' aeroporto di Leverano. | ||||||||||||||
| Da queste brevi notizie storiche si è cercato di ricostruire la storia di questo piccolo aeroporto, che per molti aviatori dell'epoca divenne un punto di 4ferimento e per gli abitanti del paese è rimasto un vivo ricordo sbiaditosi poi col passare del tempo. Noi l'abbiamo raccolto quasi fosse un racconto fantastico dalla bocca degli anziani del paese e via via che se ne approfondiva l'indagine venivano fuori ricordi sempre più vivi: dì un bombardamento, di morti civili, di superstiti, di ex aviatori divenuti poi da civili, cittadini di Leverano in seguito a matrimonio. Ciascuno aveva vivo nella memoria il ricordo della precarietà del tutto: degli aerei riparati con mezzi di fortuna, della stessa pista, dei voli avventurosi, leggendari o drammatici di quegli aviatori. Altri leveranesi, oltre al ricordo conservavano ricerche personali (il sig. Re Valerio aveva realizzato un disegno perfettamente riproducente la disposizione del campo, delle baracche, degli aerei alleati, oltre ad aver tentato di ottenere dagli archivi della BBC un documento sonoro dell'annuncio dato all'epoca da Radio Londra). Pian piano quella che era una curiosità personale si è incontrata con un personaggio della levatura dell'Ing. Carissimo che oltre ad essere egli stesso una memoria storica vivente, conservava documenti fotografici di notevole valore: è stato il primo e più entusiasta sostenitore di questa ricerca a cui ha contribuito con un suo personale e dettagliato memoriale. Ma ci voleva l'entusiasmo giovanile e la caparbietà di un graduato dell'Arma come il maresciallo Massimo Muci a dare corpo con le sue ricerche presso l'archivio storico del Ministero dell'Aeronautica a quelle che erano semplici testimonianze personali e brevi notizie su testi specializzati. Lo stesso entusiasmo e lo stesso impegno il mar. Muci ha dedicato ai contatti con le autorità dell'Arma: ne è prova la presenza dell'illustre ospite gen. Manca e la presenza ufficiale dell'Arma alla manifestazione. La locale Pro-Loco, per mano del suo presidente dott. Margapoti ha saputo guidare, coordinare, sollecitare i lavori di ricerca, seguire i contatti con l'Amministrazione comunale, incoraggiando tutti quando tutto sembrava svanire nel nulla e organizzando quella che oggi è diventata una ben riuscita iniziativa. Ci auguriamo che questo sia solo il primo capitolo di una storia da approfondire da rivalutare e da riscrivere, non solo per la cultura dei leveranesi ma per il ruolo ben più importante che le ha permesso di entrare sui testi di storia nazionale. Il ritardo con cui questo è avvenuto, circa sessanta anni, quasi al tramonto della generazione che l'ha vissuta, non impedisce di recuperarne la memoria e con essa creare un nuovo punto di riferimento per l'identità di un paese. Perché un paese che perde la memoria del suo passato, diventa un po' più povero. Gaetano Papadia Leverano, 22/07/2001 | ||||||||||||||