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GEREMIA RE
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Poltrona Azzura |
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| 1894 - Nasce a Leverano il 1° giugno da Francesco, che esercita professione di sarto. Nella fanciullezza ed adolescenza aiuta il padre nella bottega. Compie gli studi elementari. 1910 - Parte per Roma per frequentare un corso di sartoria femminile come aveva progettato il padre. 1911 - Visita l'Esposizione Universale di Roma 1912 - Si iscrive all'Istituto d'Arte. Inizia le sue visite a gallerie e musei. 1917 - Consegue il diploma dell'Istituto d'Arte. 1918 - Fa il servizio militare al fronte, dell'esperienza esistono alcuni disegni che facevano parte di un taccuino. 1920 - Completa il suo corso di studio all'Istituto. 1921 - Allestisce a Lecce la sua prima mostra personale. Vi figura Il Cieco e il piano. Partecipa alla I Biennale Romana, in questa occasione un suo quadretto verrà smarrito e la Biennale gli risarcisce 350 lire. 1922 - Viene nominato insegnante di decorazione pittorica presso la Regia Scuola d'Arte di Lecce. 1923 - Partecipa alla II Biennale di Gallipoli. 1924 - Si afferma con 7 opere alla I Biennale Leccese. 1925 - Partecipa alla III Biennale Romana; alla II Biennale di Gallipoli invia 4 opere. Secondo quanto riferito in "Il Salento" Almanacco illustrato, 1930, in quest'anno avrebbe partecipato ad una mostra a Venezia. 1926 - Partecipa alla II Biennale Leccese con tre opere tra cui Dopo il lavoro. Nel febbraio espone un numero imprecisato di opere nelle sale dell'Associazione della Stampa. 1927 - Si isola a Porto Cesareo. Si dimette dal direttorio del P.N.F. di Leveranno. 1928 - Partecipa alla III Biennale Leccese con 6 pastelli. Compie il viaggio a Parigi e partecipa al Salon d'Automne dello stesso anno con il ritratto dell'attrice France Ellys. 1929 - Tiene al Circolo della Stampa di Brindisi una mostra personale 1930 - Commissario per la scelta delle opere per la Prima Mostra Regionale del Sindacato Belle Arti di Puglia, vi partecipa con 3 opere, tra cui Maternità. 1931 - Presenta 23 opere alla personale al Circolo del Littorio di Lecce. 1934 - Invia un quadro alla Federazione Italiana Nazionale per la lotta contro la TBC, per una lotteria da questa indetta. 1936 - E' presente con 3 opere alla III Mostra del Sindacato delle Belle Arti di Puglia, della cui giuria egli fa parte. 1937 - Risale forse a quest'anno la commissione da parte del conte Luciano Zecca della decorazione di un Rifugio nella residenza di campagna a Leveranno. 1939 - In qualità di premiato in mostre precedenti viene invitato con 5 opere alla VI Mostra del Sindacato delle Belle Arti di Puglia. Il 16 novembre di quest'anno riceve la nomina di Accademico effettivo della Regia Accademia di Belle Arti di Parma. 1940 - Si trasferisce a Parma dove occupa presso l'Istituto d'Arte la cattedra vacante di figura. Conosce durante il soggiorno parmense Soldati, Lilloni e Mattioli. 1942 - Partecipa alla mostra d'arte pro Combattenti, ordinata nel ridotto del Teatro Regio. 1943 - Personale con Emilio Casadio a Palazzo Marchi a Parma. Nell'estate di questo stesso anno lascia come sfollato Parma e torna a Leveranno. Riprende il posto di decorazione pittorica presso la Scuola d'Arte di Lecce. 1946 - Il suo nome ricompare timidamente sulla stampa locale. 1947 - Riceve l'invito a partecipare alla Quadriennale Romana, alla quale tuttavia non sarà presente. 1948 - E' presente ad una collettiva di disegno nella Bottega d'Arte a Lecce. 1949 - Riceve l'incarico per un pannello decorativo per il Ridotto del Nuovo Teatro Ariston di cui è data notizia nei giornali. Allestisce nel Circolo Cittadino una personale dedicata al tema dei fiori. Nell'ottobre conosce personalmente Guttuso a Roma. 1950 - Collettiva con Lino Suppressa e Aldo Calò nel Ridotto del Teatro Ariston. 1950 - Il 13 gennaio muore d'infarto mentre si recava da Leveranno a Lecce. Artista geniale e innovativo fece del colore il suo mezzo espressivo: "Il colore dal timbro e luminosità personale che lo individua sempre pur nella varia eccitabilità formale. Financo quando in alcuni segreti appunti scandaglia la poliedricità costruttiva cubista egli, ingenuamente, riveste la forma con l'eleganza del colore" (Lino Paolo Suppressa). Di lui Renato Guttuso disse: "Visse quasi sconosciuto e solo dopo la sua morte si accorsero che era un pittore tra i migliori del suo tempo". | |||||